Nascita e storia del cognome

Il termine cognome deriva dal latino cognomen, che evoca il sistema nominale romano a tre elementi (o formula trinomia), costituito da praenomen (o nome individuale), nomen (o gentilizio) e cognomen (o soprannome). In qualche caso era presente un quarto elemento, da un ulteriore supernomen tipo come in: Cnaeus Cornelius Scipio (Africanus), ovvero Gneo Cornelio Scipione Africano, che sono rispettivamene praenomen, nomen, cognomen e supernomen. La formula trinomia latina si afferma a Roma alla fine del VII secolo a.C. e riguarda la classe sociale dei liberi, i cittadini con pieni diritti. Già in età repubblicana il praenomen perde la funzione di nome individuale, poi assunta dal nomen e quindi dal cognomen o dal supernomen. La progressiva perdita di funzionalità di questi elementi si attribuisce alla scarso numero dei nomi disponibili, che perciò si ripetono, diventano equivoci e scarsamente distintivi.

In età imperiale, intorno al III secolo, la formula binomia si riduce a nomen unicum, che può essere il nomen o il cognomen o un supernomen; tali cambiamenti interessano dapprima gli ambienti popolari e l'uso corrente, per estendersi poi all'uso ufficiale e alle classi più elevate. La crisi del sistema onomastico romano a formula trinomia e poi binomia, con la successiva generalizzazione del nomen unicum, ha motivazioni diverse, tra cui la diffusione del cristianesimo, che favorisce l'uso di un nome individuale.

Fra il IX e il XVI secolo, con varie differenze in tutta l'Europa romanza e germanica, e in Italia in vari luoghi e regioni (assai precoce è la presenza in documenti veneziani del Duecento del sistema binominale moderno), si forma un nuovo sistema, costituito da nome e cognome. Questo nasce col fissarsi di vari tipi di aggiunti, che in origine hanno solo funzione distintiva per evitare le ambiguità create dalle omonimie, poi diventano ereditari e assumono ai fini pubblici un'importanza superiore al nome personale. Dai documenti risulta che in Italia, a partire dal XII secolo, per l'identificazione delle persone si utilizza un nome aggiunto che in alcuni casi è nome di famiglia o cognome, cioè collettivo e trasmesso ereditariamente; tale procedimento si stabilizza nell'ultima età medioevale, tra il XIII e il XIV secolo, e si fissa definitivamente tra la fine del Cinquecento e il Settecento, con la norma, emanata dal Concilio di Trento (1563), di tenere regolarmente dei registri di battesimo. Gli aggiunti sono di vario tipo: un secondo nome, anche se non sempre si distingue chiaramente dal patronimico (dalla formula di paternità Iohannes filius Petri, Iohannes Petri a Iohannes de Petro, Iohanne Petro), variamente indicato a seconda delle aree e dei documenti, un nome di luogo indicante provenienza o residenza, il nome di un mestiere, un soprannome, variati poi dall'aggiunta di suffissi con diversa funzione.

Specialmente nei piccoli paesi, ancora nei secoli XVII-XVIII si notano designazioni generiche e oscillazioni che permangono fino ad oggi anche nella tradizione notarile e anagrafica manoscritta. Per questo non è così raro il caso di membri della stessa famiglia che si ritrovano un cognome con varianti (per esempio Girotto / Gerotto). Inoltre, nelle località minori i cognomi locali sono pochi, il che dà luogo a omonimie: di qui il diffuso impiego di soprannomi individuali che poi diventano spesso soprannomi di famiglia e sono talvolta ufficialmente omologati dando origine ai doppi cognomi. D'altra parte in altri contesti lo stabilizzarsi della formula nome + cognome ha ridotto in epoca moderna l'uso del soprannome. Un caso particolare è quello di Chioggia dove, essendo comunissimo il cognome Boscolo, sono sorti numerosi soprannomi (localmente deti «detti») che distinguono le varie famiglie e i loro rami, anche definiti subcognomi. L'uso del soprannome è autorizzato dal Comune per evitare omonimie e nei documenti viene annotato scrivendolo tra due punti (o, nell'elenco telefonico, tra parentesi quadre). Si tratta di oltre 100 soprannomi, a volte combinati tra loro, che interessano quasi tutti i circa 8400 Boscolo residenti nel Comune di Chioggia: tali soprannomi potrebbero diventare anche graficamente un secondo cognome o sparire dall'uso. Lo stabilizzarsi del cognome comporta a livello burocratico la perdita dell'originaria flessione cognominale, vale a dire la presenza di una forma femminile e di una plurale, che restano invece vitali a livello popolare: ad esempio, da un cognome come Dolfin si ha la Dolfina, i Dolfini.

Fonte: www.treccani.it

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