Il cognome

Il cognome, o nome di famiglia, ha la funzione di distinguere un individuo indicando la sua appartenenza a una delle articolazioni minori (famiglia, gruppo familiare, clan, ecc.) della collettività. Rispetto a questa funzione, il nome (nome individuale o personale o prenome) ha la funzione di identificare un individuo rispetto agli altri. In una prospettiva linguistica nomi e cognomi formano l'antroponimia, parte dell'onomastica, vale a dire la scienza che studia il complesso dei nomi propri. Rispetto al patrimonio dei nomi, flessibile e con continue possibilità di cambiamento, quello dei cognomi è soggetto a contenute modificazioni. Parte delle forme storiche può scomparire per l'estinzione delle famiglie corrispondenti, mentre un incremento viene dall'ingresso di forme cognominali straniere. Variazioni si registrano circa la frequenza in rapporto alla consistenza numerica dei gruppi familiari e la distribuzione areale a seguito di spostamenti della popolazione; un caso emblematico è quello del cognome di origine meridionale Russo (che corrisponde a «rosso») a Milano. Va inoltre ricordato che un cognome (così come un nome) può produrre forme derivate, dette deantroponimici, come goldoniano «chi imita i personaggi, gli ambienti, lo stile delle commedie di Goldoni», o il recente berlusconiano «relativo a, proprio di Silvio Berlusconi».

Se la scarsità di documentazione rende particolarmente difficoltosa la ricerca storica nel settore dei cognomi, altrettanto difficile è la ricerca della motivazione all'origine delle formazioni cognominali, talvolta intuibile, ma non di rado oscura. Anche quando l'etimo è evidente (come nel caso di Rossi), la motivazione rimane congetturale, anche perché non sono più ricostruibili i valori metaforici o le circostanze che possono avere prodotto quell'aggiunto, determinante o soprannome, che poi è divenuto un cognome. In taluni casi, la forma del cognome può avere più interpretazioni. Ad esempio, un cognome può derivare da un toponimo o da un nome personale a sua volta derivato da un toponimo, come nel caso di Pistoia. Anche il rapporto tra un etnico e un cognome può essere più complicato di quanto appaia: per esempio, il cognome Cargnello (e varianti) può venire dall'etnico connesso con Carnia, regione del Friuli, oppure da un nome relativo a un'attività, avendo come base il termine cargnello (derivato dall'etnico) «tessitore», un mestiere che i cargnelli esercitavano in tutta la Pianura Padana.

Va considerato, inoltre, che la forma del cognome odierno può aver subito cambiamenti nel tempo attraverso la trasmissione a livello sia di lingua orale che di tradizione scritta: fraintendimenti, adeguamenti all'italiano, tendenze nobilitanti, procedimenti paretimologici possono avere in vario modo condizionato la forma di partenza svisandola non poco. Di conseguenza la forma che si possiede ora può non essere che il risultato di tutto ciò, e solo in pochi casi è possibile ricostruire la storia del cognome (come per Strozzapreti spesso ridotto a Preti, Cacciavillani a Caccia in area lombarda). I cognomi sono tanto più spesso soggetti a paretimologia quanto più sono opachi. Mentre il lavoro interpretativo si avvale di un metodo scientifico di analisi, che opera sulla forma, la contestualizza, verifica le ipotesi, controlla la documentazione d'archivio, i parlanti attribuiscono al proprio cognome interpretazioni fantasiose, ottenute con argomentazioni paretimologiche prive di ogni base documentaria, senza l'appoggio dell'analisi formale o della distribuzione areale. Anche quando la forma è trasparente il parlante non esita a intervenire in qualche modo: basti richiamare i numerosi casi di ritrazione dell'accento.

Fonte: www.treccani.it

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